Venerdì, 10 settembre 2010 - ore 9:40

Un anno fa!

Da Amici di Alberto.

la lettera di Claudio all'Associazione Amici di Alberto

Un anno fa!
In nome della "libertà di stampa", ma non certo "in nome del popolo italiano";
per “dovere di cronacaâ€, ma non certo per l'esercizio educativo dei lettori;
per rispetto alla riservatezza, ma non certo per la tutela della discrezionalità;
si è sbattuto il MOSTRO in prima pagina senza invece considerare che l'anonimo 28enne agronomo castrocarese potesse essere un AGNELLO sacrificale da immolare per una causa incomprensibile quindi insensata.

Ulteriori commenti sono superflui, ci resta solo una gran rabbia per una tragedia incomprensibile, rabbia che vorremmo trasformare in una risorsa per far si che situazioni così drammatiche non si possano ripetere mai più.

Ci resta solo sconforto e disorientamento che vorremmo trasformare in informazione sociale corretta e completa per far si che una comunità locale ritrovi il proprio senso di appartenenza.

Ci resta amarezza e senso di vuoto che vorremmo riempire di contenuti positivi e propositivi , che vorremmo far diventare solidarietà sociale per far si che i nostri giovani possano trovare occasioni di riscatto e dignità.

Così è successo che gli amici di Alberto abbiano sentito il bisogno di esternare la loro rabbia (rabbia condivisa anche da tanta altra gente) contro questa incomprensibile tragedia che ha travolto tutto e tutti.

Penna alla mano hanno stilato un documento in memoria di Alberto dal titolo "il giorno in cui la notte scese due volte" e in piena autonomia ne hanno fatto copie e stampato manifesti, hanno pagato l'affissione e hanno distribuito il loro messaggio in giro per il paese.

Di più, sono comparsi dei lenzuoli di denuncia dalle finestre delle case sulla piazza di Terra del Sole.

In seguito, nel volgere di poche ore dalla distribuzione del Manifesto in memoria di Alberto è successo che qualcuno (non si sa chi - ma che importa saper attribuire la nascita di un'idea?) abbia proposto di ritrovarsi per fare una fiaccolata per non dimenticare un fatto così inspiegabile e ingiustificabile e quindi testimoniare per restituire dignità ad Alberto, quella dignità che gli è stata negata in vita.

E' partito un sms e come un effetto domino gli sms e le e-mail sono diventate decine e poi centinaia.

A piccoli gruppetti, ragazzi, bambini, genitori, famiglie, nonni, nell'afa di metà luglio si sono ritrovati mestamente e silenziosamente in Piazza Martelli ed hanno preso atto dell'importanza della propria partecipazione.

Solo il lunghissimo elenco di sottoscrizioni al manifesto in memoria di Alberto è in grado di esprimere civilmente la solidarietà e il coraggio di una comunità che vuole esserci per testimoniare il desiderio di riscatto morale e di verità, non solo ieri, ma anche oggi, domani, dopodomani e per sempre.

A chi dai marciapiedi, per il lungo tratto dei 2 km di viale, osservava la fiaccolata è sembrata come se dei fuochi fatui si fossero messi a danzare fuori dai loro luoghi abituali.

Ma la gente che portava a mano quelle fiammelle di fatuo aveva ben poco e fra le chiacchere svolte sottovoce sembrava invece di cogliere ben altro significato ... qualcosa di contrario a fatuo, qualcosa di opposto a vano, futile, vacuo, leggero o frivolo ... qualcosa invece di molto simile a sensato, serio, ponderato, riflessivo.

C'era un entusiasmo silenzioso, un accalorarsi mesto, un infiammarsi civile ... c'era e c'è ancora un desiderio espresso di desiderio di partecipazione, c'era e c'è ancora una voglia di continuare a fare qualcosa di positivo e di propositivo ...

Il Resto del Carlino, a una settimana di distanza dalla notizia scandalistica, se ne è uscito con un piè di pagina dal tono quasi infantile. Si sono evidentemente sentiti chiamati in causa e si sono giustificati dichiarando che «Noi del Carlino raccontiamo storie».

Mi vien da dire che i narratori di storie per me sono ancora i vecchi cantastorie di piazza, le nonne che per far addormentare i pargoletti gli raccontano storie, si dice che chi racconta storie in sostanza racconta fandonie ... e queste categorie di narratori di storie non mi sembra possano essere equiparate ai giornalisti ... non ho mai pensato alla professione di giornalista come a quella di un narratore di storie ... ma a quella più seria di educatore dei propri lettori.

In quel manifesto vi ho trovato "cose" che penso anch'io (e forse non avrei avuto il coraggio di dire) e che pensa la maggior parte della gente comune - quella gente che non ha pregiudizi e preconcetti, che si interroga sulle cose, che si oppone alla ignoranza (di chi ignora), che sente il bisogno di approfondire e quindi la necessità di accedere a informazioni le più ampie e diversificate possibili, quella gente comune che non trova giustificazioni per quanto è tragicamente e incomprensibilmente successo.

Non sono mai stato contro qualcosa o qualcuno ma sempre per qualcosa e per tutti, il mio altruismo è finalizzato all'agire sociale in modo trasparente e alla luce del sole ... dunque mi dichiaro solidale con gli amici di Alberto perché indipendentemente da quanto hanno scritto (giusto o sbagliato che sia - condivisibile o meno) hanno usato un loro diritto, quello costituzionale della libertà di espressione e ... come dicono loro, se le "parole contano" le loro devono poter essere ascoltate perché non hanno il potere di uccidere nessuno ma, dalla loro (e nostra) rabbia può nascere qualcosa di nuovo, di positivo, di creativo, di utile per tutti, a condizione che tutti umilmente facciano un gesto semplice di solidarietà e abbandonino gli atteggiamenti di condanna a priori.

Ascoltiamoli dunque, non condanniamoli, sono comunque nostri figli, nostri concittadini, e quindi nostri amici incondizionatamente.

L'amicizia è l'unica arma che ci resta, coltiviamola ... e condividiamola !!!

9 luglio 2008

Claudio Torrenzieri