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		<title>Amici di Alberto  - Ultime modifiche [it]</title>
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			<title>Cari Amici di Alberto ...</title>
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''cari Amici di Alberto,&amp;lt;br&amp;gt;sono venuto a conoscenza della storia di quello che è accaduto in quella notte di 3 anni fa solamente ora grazie all'articolo di Guido Blumir apparso su &amp;quot;D&amp;quot;, settimanale di Repubblica. Sono rimasto agghiacciato e sconcertato nel leggere di quanto possa essere cinica e becera un'informazione (??) che non si cura delle conseguenze di ciò che propina alla massa e delle reazioni di chi quelle situazioni le vive sulla propria pelle.&amp;lt;br&amp;gt;Mi chiamo Paolo e sono un universitario di 25 anni, vivo nel milanese. Vi scrivo per esprimere tutta la mia umana vicinanza a questa vicenda e ad Alberto in particolare, perchè appena 12 mesi fa, anche a me è capitata una situazione analoga e per questo posso capire, anche se non l'ho mai conosciuto, forse meglio di altri, cosa è passato nella testa ad Alberto, quando si è sentito umiliato dopo essersi visto sbattuto in prima pagina, come un mostro, come un narcotrafficante. Ho sempre creduto che la società civile tendesse a semplificare troppo sul tema delle droghe e la tossicodipendenze in generale, ma qua si rasenta l'assurdo.. è facile credere che esista il bianco o il nero, ma questo modo di pensare non tiene minimamente conto di situazioni diffusissime che non sono nè bianco nè nero.''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''cari Amici di Alberto,&amp;lt;br&amp;gt;sono venuto a conoscenza della storia di quello che è accaduto in quella notte di 3 anni fa solamente ora grazie all'&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;[[Come le storie di questi ragazzi... |&lt;/ins&gt;articolo di Guido Blumir apparso su &amp;quot;D&amp;quot;, settimanale di Repubblica&lt;ins class=&quot;diffchange diffchange-inline&quot;&gt;]]&lt;/ins&gt;. Sono rimasto agghiacciato e sconcertato nel leggere di quanto possa essere cinica e becera un'informazione (??) che non si cura delle conseguenze di ciò che propina alla massa e delle reazioni di chi quelle situazioni le vive sulla propria pelle.&amp;lt;br&amp;gt;Mi chiamo Paolo e sono un universitario di 25 anni, vivo nel milanese. Vi scrivo per esprimere tutta la mia umana vicinanza a questa vicenda e ad Alberto in particolare, perchè appena 12 mesi fa, anche a me è capitata una situazione analoga e per questo posso capire, anche se non l'ho mai conosciuto, forse meglio di altri, cosa è passato nella testa ad Alberto, quando si è sentito umiliato dopo essersi visto sbattuto in prima pagina, come un mostro, come un narcotrafficante. Ho sempre creduto che la società civile tendesse a semplificare troppo sul tema delle droghe e la tossicodipendenze in generale, ma qua si rasenta l'assurdo.. è facile credere che esista il bianco o il nero, ma questo modo di pensare non tiene minimamente conto di situazioni diffusissime che non sono nè bianco nè nero.'' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Ho anche io commesso un'ingenuità, dicevo, e ho ricevuto una condanna per detenzione e coltivazione di stupefacenti, in seguito al sequestro di un quantitatvo di marijuana simile a quello trovato in quel libro di Alberto. Dose personale, era la mia scorta per l'inverno: mai nella mia vita ho venduto mezzo grammo di hashish. avevo il vizio di fumare qualche canna la sera, dopo l'università con gli amici e, per sfuggire a quel perfido giro di denaro delle narcomafie che riutilizza i nostri soldini in chissà quale attività, decisi di coltivare da me la mia marijuana.&amp;lt;br&amp;gt;La notte che mi hanno arrestato in una situazione incredibile, sono piombato in un buco nero.. tutto mi sembrava impossibile, irreale. ricordo la notte passata in cella e ricordo la Paura.. sì, con la P maiuscola, che mi pervadeva tutte le volte che aprivo gli occhi dopo essermi addormentato esausto. la solitudine e l'ignoranza di non saper affrontare una situazione mille volte più grande di me.. voglio dire: chi sa il numero di un avvocato penale? chi pensa che sia un errore fare dichiarazione in quel momento, con le manette ai polsi? ricordo le frasi dei poliziotti che mi preannunciavano &amp;quot;una bella festa in carcere per me&amp;quot;... vi lascio immaginare cosai pensai lì per lì.. ricordo il momento della perquisizione in casa, con i volti dei miei genitori terrificati mentre i &amp;quot;tutori dell'ordine&amp;quot; preannuciavano a mio padre 6 anni di carcere. e ricordo la Vergogna di presentarmi in Tribunale scortato da 2 agenti e le manette ai polsi.. ricordo le lacrime di mia madre e ricordo gli occhi di mio padre quando mi videro. Son stati loro a farmi leggere quell'articolo, dicendomi quanto son stato fortunato ad uscirne così, dopo essere stato dato in pasto a quella macchina istituzionale che poteva stritolarmi per sempre. ma io non credo giusto ritenermi &amp;quot;fortunato&amp;quot;! non può essere questione di &amp;quot;fortuna&amp;quot;! e non c'entra un cazzo la &amp;quot;fortuna&amp;quot;!! qua sono in discussione le vite di Persone, di Ragazzi che anche se hanno commesso una cazzata, hanno il sacrosanto diritto di non essere sbattuti in prima pagina e considerati mostri! come agnelli da sgozzare in nome di chissà quale principio morale! come monito per tutti gli altri!''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Ho anche io commesso un'ingenuità, dicevo, e ho ricevuto una condanna per detenzione e coltivazione di stupefacenti, in seguito al sequestro di un quantitatvo di marijuana simile a quello trovato in quel libro di Alberto. Dose personale, era la mia scorta per l'inverno: mai nella mia vita ho venduto mezzo grammo di hashish. avevo il vizio di fumare qualche canna la sera, dopo l'università con gli amici e, per sfuggire a quel perfido giro di denaro delle narcomafie che riutilizza i nostri soldini in chissà quale attività, decisi di coltivare da me la mia marijuana.&amp;lt;br&amp;gt;La notte che mi hanno arrestato in una situazione incredibile, sono piombato in un buco nero.. tutto mi sembrava impossibile, irreale. ricordo la notte passata in cella e ricordo la Paura.. sì, con la P maiuscola, che mi pervadeva tutte le volte che aprivo gli occhi dopo essermi addormentato esausto. la solitudine e l'ignoranza di non saper affrontare una situazione mille volte più grande di me.. voglio dire: chi sa il numero di un avvocato penale? chi pensa che sia un errore fare dichiarazione in quel momento, con le manette ai polsi? ricordo le frasi dei poliziotti che mi preannunciavano &amp;quot;una bella festa in carcere per me&amp;quot;... vi lascio immaginare cosai pensai lì per lì.. ricordo il momento della perquisizione in casa, con i volti dei miei genitori terrificati mentre i &amp;quot;tutori dell'ordine&amp;quot; preannuciavano a mio padre 6 anni di carcere. e ricordo la Vergogna di presentarmi in Tribunale scortato da 2 agenti e le manette ai polsi.. ricordo le lacrime di mia madre e ricordo gli occhi di mio padre quando mi videro. Son stati loro a farmi leggere quell'articolo, dicendomi quanto son stato fortunato ad uscirne così, dopo essere stato dato in pasto a quella macchina istituzionale che poteva stritolarmi per sempre. ma io non credo giusto ritenermi &amp;quot;fortunato&amp;quot;! non può essere questione di &amp;quot;fortuna&amp;quot;! e non c'entra un cazzo la &amp;quot;fortuna&amp;quot;!! qua sono in discussione le vite di Persone, di Ragazzi che anche se hanno commesso una cazzata, hanno il sacrosanto diritto di non essere sbattuti in prima pagina e considerati mostri! come agnelli da sgozzare in nome di chissà quale principio morale! come monito per tutti gli altri!'' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Vi dicevo che la mia situazione è analoga, ma pur sempre diversa.. mi è andata di lusso, dice il mio avvocato. son riuscito ad infilarmi in uno di quegli ingranaggi di questa &amp;quot;fabbrica di giudizi&amp;quot; che ha prodotto una sentenza &amp;quot;giusta&amp;quot;. la legge non è uguali per tutti.. e la scritta ipocrita in tutti i tribunali è lì per ricordarcelo. per diversi motivi ne sono uscito &amp;quot;bene&amp;quot;, la comprensione immediata dei miei (due persone con una certa età ma di certo non ottuse), l'essere giudicato, per uno strano caso del destino, a Pavia da un giudice e un pm che hanno riconosciuto il &amp;quot;pirla che ha fatto la cazzata&amp;quot; e il vivere in un paese molto grosso a ridosso di una città come Milano dove sequestri di quell'entità non fanno così tanto notizia, e anche - è da riconoscerlo - per la clemenza dei giornalisti e delle forze dell'ordine grazie alla quale la mia storia non ha ricevuto quella perfida pubblicità che invece ha avuto il caso di Alberto: la notizia del mio arresto è apparsa solamente su un quotidiano locale, immersa in mille altre... e non vi riesco a nascondere la tristezza e la nausea che provo, adesso, nel considerare quella una &amp;quot;clemenza&amp;quot; e non una &amp;quot;normale&amp;quot; e sacrosanta discrezione che si deve a persone incensurate (anzi, prima ancora ragazzi) che fanno sì cazzate, ma che mai farebbero del male a un cane. Questo clima terribile in cui siamo piombati ha diversi padri, primo fra tutti questa scellerata politica proibizionista che non fa altro che spellare vivi i consumatori, e in un modo così duro e crudele! il rapporto con la droga ce lo creiamo noi stessi, siamo noi a decidere se lo spinello è uno svago o, per assurdo, la ragione di vita. un clima terribile, dicevo, e paradossale, dove chi consuma spinelli viene considerato un tossico (se non spacciatore) e dove un generale dei carabinieri che viene condannato a 14 anni per aver favorito lo spaccio di cocaina a livelli indicibili rimane al suo posto.&amp;lt;br&amp;gt;A volte mi domando se questo Stato &amp;quot;paternalista&amp;quot; che si arroga il diritto di dirti cosa fare e cosa non fare per il &amp;quot;tuo bene&amp;quot; avrà vita ancora lunga.. e purtroppo la risposta non può che essere positiva. sento che la nostra povera Italietta è così lontana da realtà come Germania e Spagna ( non dico l'Olanda) dove una certa dose è tollerata come lo è la coltivazione per uso personale. non smetto di pensare che se mi fosse chiamato Pablo e fossi nato a Madrid ora le cose starebbero diversamente. siamo vittime di un sistema-nazione e di una cultura che in nome di una fantomatica sicurezza e salute sta distruggendo vite in modo legalizzato.. e la cosa più terribile è che tutto ciò viene perpretato da tutti gli organi che entrano in gioco in queste situazioni: dal legislatore che emana leggi pazzesche, dagli esecutori che non raramente commettono sopprusi, dal Quarto Potere che al posto di vigilare su queste situazioni denunciando gli abusi, plaude a queste operazioni &amp;quot;contro la criminalità&amp;quot; rafforzando di fatto l'operato dei primi due e dall'opinione pubblica che con il suo bigottismo e con i suoi atteggiamenti gretti concorre a chiudere questo circolo vizioso. siamo tutti colpevoli, dite voi, ed è tristemente vero''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Vi dicevo che la mia situazione è analoga, ma pur sempre diversa.. mi è andata di lusso, dice il mio avvocato. son riuscito ad infilarmi in uno di quegli ingranaggi di questa &amp;quot;fabbrica di giudizi&amp;quot; che ha prodotto una sentenza &amp;quot;giusta&amp;quot;. la legge non è uguali per tutti.. e la scritta ipocrita in tutti i tribunali è lì per ricordarcelo. per diversi motivi ne sono uscito &amp;quot;bene&amp;quot;, la comprensione immediata dei miei (due persone con una certa età ma di certo non ottuse), l'essere giudicato, per uno strano caso del destino, a Pavia da un giudice e un pm che hanno riconosciuto il &amp;quot;pirla che ha fatto la cazzata&amp;quot; e il vivere in un paese molto grosso a ridosso di una città come Milano dove sequestri di quell'entità non fanno così tanto notizia, e anche - è da riconoscerlo - per la clemenza dei giornalisti e delle forze dell'ordine grazie alla quale la mia storia non ha ricevuto quella perfida pubblicità che invece ha avuto il caso di Alberto: la notizia del mio arresto è apparsa solamente su un quotidiano locale, immersa in mille altre... e non vi riesco a nascondere la tristezza e la nausea che provo, adesso, nel considerare quella una &amp;quot;clemenza&amp;quot; e non una &amp;quot;normale&amp;quot; e sacrosanta discrezione che si deve a persone incensurate (anzi, prima ancora ragazzi) che fanno sì cazzate, ma che mai farebbero del male a un cane. Questo clima terribile in cui siamo piombati ha diversi padri, primo fra tutti questa scellerata politica proibizionista che non fa altro che spellare vivi i consumatori, e in un modo così duro e crudele! il rapporto con la droga ce lo creiamo noi stessi, siamo noi a decidere se lo spinello è uno svago o, per assurdo, la ragione di vita. un clima terribile, dicevo, e paradossale, dove chi consuma spinelli viene considerato un tossico (se non spacciatore) e dove un generale dei carabinieri che viene condannato a 14 anni per aver favorito lo spaccio di cocaina a livelli indicibili rimane al suo posto.&amp;lt;br&amp;gt;A volte mi domando se questo Stato &amp;quot;paternalista&amp;quot; che si arroga il diritto di dirti cosa fare e cosa non fare per il &amp;quot;tuo bene&amp;quot; avrà vita ancora lunga.. e purtroppo la risposta non può che essere positiva. sento che la nostra povera Italietta è così lontana da realtà come Germania e Spagna ( non dico l'Olanda) dove una certa dose è tollerata come lo è la coltivazione per uso personale. non smetto di pensare che se mi fosse chiamato Pablo e fossi nato a Madrid ora le cose starebbero diversamente. siamo vittime di un sistema-nazione e di una cultura che in nome di una fantomatica sicurezza e salute sta distruggendo vite in modo legalizzato.. e la cosa più terribile è che tutto ciò viene perpretato da tutti gli organi che entrano in gioco in queste situazioni: dal legislatore che emana leggi pazzesche, dagli esecutori che non raramente commettono sopprusi, dal Quarto Potere che al posto di vigilare su queste situazioni denunciando gli abusi, plaude a queste operazioni &amp;quot;contro la criminalità&amp;quot; rafforzando di fatto l'operato dei primi due e dall'opinione pubblica che con il suo bigottismo e con i suoi atteggiamenti gretti concorre a chiudere questo circolo vizioso. siamo tutti colpevoli, dite voi, ed è tristemente vero'' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Per quanto in mio potere, cercherò di far mio il grido che avete lanciato, insieme alla sua famiglia.. cercherò di far conoscere la storia di Alberto a tutte quelle persone che si affacciano nella mia vita.. manterrò vivo il suo nome, ricordando quanto è successo a un mio coetaneo per colpa di leggi e di un'informazione che è davvero difficile non definire fascista. racconterò come certi episodi di una gravità ridicola si possono trasformare in tragedia in un lampo per mano di persone che credono, e sono convinte, di dare un servizio di informazione di qualità alla comunità. cercherò di fare in modo, nel mio piccolo, che la morte di un vostro amico non sia stata inutile.&amp;lt;br&amp;gt;continuerò a seguire le iniziative della vostra Associazione dalla rete (chissà che un giorno non riesca pure a prendervi parte).''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''Per quanto in mio potere, cercherò di far mio il grido che avete lanciato, insieme alla sua famiglia.. cercherò di far conoscere la storia di Alberto a tutte quelle persone che si affacciano nella mia vita.. manterrò vivo il suo nome, ricordando quanto è successo a un mio coetaneo per colpa di leggi e di un'informazione che è davvero difficile non definire fascista. racconterò come certi episodi di una gravità ridicola si possono trasformare in tragedia in un lampo per mano di persone che credono, e sono convinte, di dare un servizio di informazione di qualità alla comunità. cercherò di fare in modo, nel mio piccolo, che la morte di un vostro amico non sia stata inutile.&amp;lt;br&amp;gt;continuerò a seguire le iniziative della vostra Associazione dalla rete (chissà che un giorno non riesca pure a prendervi parte).'' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;-&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #ffa; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''vi saluto con un abbraccio intriso di commozione e solidarietà,&amp;lt;br&amp;gt;con un pensiero particolare per Alberto, per i fratelli e per i suoi genitori.''&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td class='diff-marker'&gt;+&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;background: #cfc; color:black; font-size: smaller;&quot;&gt;&lt;div&gt;''vi saluto con un abbraccio intriso di commozione e solidarietà,&amp;lt;br&amp;gt;con un pensiero particolare per Alberto, per i fratelli e per i suoi genitori.'' &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
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			<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 19:54:31 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Cari_Amici_di_Alberto_...</comments>		</item>
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			<title>Pagina principale</title>
			<link>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=2009&amp;oldid=prev</link>
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&lt;/table&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 19:32:46 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
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			<title>Cari Amici di Alberto ...</title>
			<link>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Cari_Amici_di_Alberto_...&amp;diff=2008&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;#39;riceviamo e volentieri pubblichiamo questa email&amp;lt;br&amp;gt;  Oggetto: per alberto mercuriali&amp;lt;br&amp;gt; Data: 08 settembre 2010 19.32.39 GMT+02.00&amp;lt;br&amp;gt; A: amicidialberto@gmail.com&amp;lt;br&amp;gt;  &amp;#39;&amp;#39;cari A…&amp;#39;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;riceviamo e volentieri pubblichiamo questa email&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggetto: per alberto mercuriali&amp;lt;br&amp;gt; Data: 08 settembre 2010 19.32.39 GMT+02.00&amp;lt;br&amp;gt; A: amicidialberto@gmail.com&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''cari Amici di Alberto,&amp;lt;br&amp;gt;sono venuto a conoscenza della storia di quello che è accaduto in quella notte di 3 anni fa solamente ora grazie all'articolo di Guido Blumir apparso su &amp;quot;D&amp;quot;, settimanale di Repubblica. Sono rimasto agghiacciato e sconcertato nel leggere di quanto possa essere cinica e becera un'informazione (??) che non si cura delle conseguenze di ciò che propina alla massa e delle reazioni di chi quelle situazioni le vive sulla propria pelle.&amp;lt;br&amp;gt;Mi chiamo Paolo e sono un universitario di 25 anni, vivo nel milanese. Vi scrivo per esprimere tutta la mia umana vicinanza a questa vicenda e ad Alberto in particolare, perchè appena 12 mesi fa, anche a me è capitata una situazione analoga e per questo posso capire, anche se non l'ho mai conosciuto, forse meglio di altri, cosa è passato nella testa ad Alberto, quando si è sentito umiliato dopo essersi visto sbattuto in prima pagina, come un mostro, come un narcotrafficante. Ho sempre creduto che la società civile tendesse a semplificare troppo sul tema delle droghe e la tossicodipendenze in generale, ma qua si rasenta l'assurdo.. è facile credere che esista il bianco o il nero, ma questo modo di pensare non tiene minimamente conto di situazioni diffusissime che non sono nè bianco nè nero.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Ho anche io commesso un'ingenuità, dicevo, e ho ricevuto una condanna per detenzione e coltivazione di stupefacenti, in seguito al sequestro di un quantitatvo di marijuana simile a quello trovato in quel libro di Alberto. Dose personale, era la mia scorta per l'inverno: mai nella mia vita ho venduto mezzo grammo di hashish. avevo il vizio di fumare qualche canna la sera, dopo l'università con gli amici e, per sfuggire a quel perfido giro di denaro delle narcomafie che riutilizza i nostri soldini in chissà quale attività, decisi di coltivare da me la mia marijuana.&amp;lt;br&amp;gt;La notte che mi hanno arrestato in una situazione incredibile, sono piombato in un buco nero.. tutto mi sembrava impossibile, irreale. ricordo la notte passata in cella e ricordo la Paura.. sì, con la P maiuscola, che mi pervadeva tutte le volte che aprivo gli occhi dopo essermi addormentato esausto. la solitudine e l'ignoranza di non saper affrontare una situazione mille volte più grande di me.. voglio dire: chi sa il numero di un avvocato penale? chi pensa che sia un errore fare dichiarazione in quel momento, con le manette ai polsi? ricordo le frasi dei poliziotti che mi preannunciavano &amp;quot;una bella festa in carcere per me&amp;quot;... vi lascio immaginare cosai pensai lì per lì.. ricordo il momento della perquisizione in casa, con i volti dei miei genitori terrificati mentre i &amp;quot;tutori dell'ordine&amp;quot; preannuciavano a mio padre 6 anni di carcere. e ricordo la Vergogna di presentarmi in Tribunale scortato da 2 agenti e le manette ai polsi.. ricordo le lacrime di mia madre e ricordo gli occhi di mio padre quando mi videro. Son stati loro a farmi leggere quell'articolo, dicendomi quanto son stato fortunato ad uscirne così, dopo essere stato dato in pasto a quella macchina istituzionale che poteva stritolarmi per sempre. ma io non credo giusto ritenermi &amp;quot;fortunato&amp;quot;! non può essere questione di &amp;quot;fortuna&amp;quot;! e non c'entra un cazzo la &amp;quot;fortuna&amp;quot;!! qua sono in discussione le vite di Persone, di Ragazzi che anche se hanno commesso una cazzata, hanno il sacrosanto diritto di non essere sbattuti in prima pagina e considerati mostri! come agnelli da sgozzare in nome di chissà quale principio morale! come monito per tutti gli altri!''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Vi dicevo che la mia situazione è analoga, ma pur sempre diversa.. mi è andata di lusso, dice il mio avvocato. son riuscito ad infilarmi in uno di quegli ingranaggi di questa &amp;quot;fabbrica di giudizi&amp;quot; che ha prodotto una sentenza &amp;quot;giusta&amp;quot;. la legge non è uguali per tutti.. e la scritta ipocrita in tutti i tribunali è lì per ricordarcelo. per diversi motivi ne sono uscito &amp;quot;bene&amp;quot;, la comprensione immediata dei miei (due persone con una certa età ma di certo non ottuse), l'essere giudicato, per uno strano caso del destino, a Pavia da un giudice e un pm che hanno riconosciuto il &amp;quot;pirla che ha fatto la cazzata&amp;quot; e il vivere in un paese molto grosso a ridosso di una città come Milano dove sequestri di quell'entità non fanno così tanto notizia, e anche - è da riconoscerlo - per la clemenza dei giornalisti e delle forze dell'ordine grazie alla quale la mia storia non ha ricevuto quella perfida pubblicità che invece ha avuto il caso di Alberto: la notizia del mio arresto è apparsa solamente su un quotidiano locale, immersa in mille altre... e non vi riesco a nascondere la tristezza e la nausea che provo, adesso, nel considerare quella una &amp;quot;clemenza&amp;quot; e non una &amp;quot;normale&amp;quot; e sacrosanta discrezione che si deve a persone incensurate (anzi, prima ancora ragazzi) che fanno sì cazzate, ma che mai farebbero del male a un cane. Questo clima terribile in cui siamo piombati ha diversi padri, primo fra tutti questa scellerata politica proibizionista che non fa altro che spellare vivi i consumatori, e in un modo così duro e crudele! il rapporto con la droga ce lo creiamo noi stessi, siamo noi a decidere se lo spinello è uno svago o, per assurdo, la ragione di vita. un clima terribile, dicevo, e paradossale, dove chi consuma spinelli viene considerato un tossico (se non spacciatore) e dove un generale dei carabinieri che viene condannato a 14 anni per aver favorito lo spaccio di cocaina a livelli indicibili rimane al suo posto.&amp;lt;br&amp;gt;A volte mi domando se questo Stato &amp;quot;paternalista&amp;quot; che si arroga il diritto di dirti cosa fare e cosa non fare per il &amp;quot;tuo bene&amp;quot; avrà vita ancora lunga.. e purtroppo la risposta non può che essere positiva. sento che la nostra povera Italietta è così lontana da realtà come Germania e Spagna ( non dico l'Olanda) dove una certa dose è tollerata come lo è la coltivazione per uso personale. non smetto di pensare che se mi fosse chiamato Pablo e fossi nato a Madrid ora le cose starebbero diversamente. siamo vittime di un sistema-nazione e di una cultura che in nome di una fantomatica sicurezza e salute sta distruggendo vite in modo legalizzato.. e la cosa più terribile è che tutto ciò viene perpretato da tutti gli organi che entrano in gioco in queste situazioni: dal legislatore che emana leggi pazzesche, dagli esecutori che non raramente commettono sopprusi, dal Quarto Potere che al posto di vigilare su queste situazioni denunciando gli abusi, plaude a queste operazioni &amp;quot;contro la criminalità&amp;quot; rafforzando di fatto l'operato dei primi due e dall'opinione pubblica che con il suo bigottismo e con i suoi atteggiamenti gretti concorre a chiudere questo circolo vizioso. siamo tutti colpevoli, dite voi, ed è tristemente vero''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Per quanto in mio potere, cercherò di far mio il grido che avete lanciato, insieme alla sua famiglia.. cercherò di far conoscere la storia di Alberto a tutte quelle persone che si affacciano nella mia vita.. manterrò vivo il suo nome, ricordando quanto è successo a un mio coetaneo per colpa di leggi e di un'informazione che è davvero difficile non definire fascista. racconterò come certi episodi di una gravità ridicola si possono trasformare in tragedia in un lampo per mano di persone che credono, e sono convinte, di dare un servizio di informazione di qualità alla comunità. cercherò di fare in modo, nel mio piccolo, che la morte di un vostro amico non sia stata inutile.&amp;lt;br&amp;gt;continuerò a seguire le iniziative della vostra Associazione dalla rete (chissà che un giorno non riesca pure a prendervi parte).''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''vi saluto con un abbraccio intriso di commozione e solidarietà,&amp;lt;br&amp;gt;con un pensiero particolare per Alberto, per i fratelli e per i suoi genitori.''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Paolo.&amp;lt;br&amp;gt;''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;/div&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 19:31:51 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Cari_Amici_di_Alberto_...</comments>		</item>
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			<title>Pagina principale</title>
			<link>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=2007&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;

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&lt;!-- diff generator: internal 2010-09-09 22:15:20 --&gt;
&lt;/table&gt;</description>
			<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 19:30:14 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
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			<title>L'inutile fuga necessaria</title>
			<link>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=L%27inutile_fuga_necessaria&amp;diff=2006&amp;oldid=prev</link>
			<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;il 14 giugno 2010 abbiamo ricevuto una e-mail da un insegnante di Parma che ci segnala un video-documentario realizzato con i suoi studenti ... molto interessante: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Buongiorno'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Mi chiamo Mario Ponzi ed insegno presso l'Istituto d'Arte di Parma ripresa e regia presso il laboratorio del corso di Discipline dello Spettacolo.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Lo scorso anno con la classe quinta abbiamo realizzato un documentario suddiviso in tre capitoti: famiglia, prostitutzione, droga, incontrando diversi esperti.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Quello che ne è uscito è la fotografia della diversa realtà verso queste probleamtiche, in particolare cogliendo gli aspetti italiano ed olandese, per questo ci siamo recati ad Amsterdam in viaggio di studio dove abbiamo fatto diversi incontri.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Con gli stessi ragazzi abbiamo visto il documentario dedicato ad Alberto al cinema Edison di Parma.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Confronti e analogie con il nostro lavoro del 2009 hanno mosso diverse riflessioni tra i ragazzi, confermando la validità del nostro lavoro e l'impreparazione culturale che c'è nel nostro paese sul tema delle sostanze. Grazie ancora per il lavoro che portate avanti in ricordo di Alberto.'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Un saluto Mario Ponzi'' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= L'inutile fuga necessaria  =&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;iimg&amp;gt;[[http://www.youtube.com/user/inutilfuganecessaria]]![[Image:Inutilefuganecessaria.png|border|center|650px]]&amp;lt;/iimg&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'Italia e l'Europa allo specchio in un film in presa diretta sulla realtà, un inchiesta fatta di immagini e interviste raccolte a Parma e ad Amsterdam su diritti e cittadinanza, temi di attualità come il matrimonio e la convivenza tra coppie etero e gay, lo stato e la legalizzazione di prostituzione e droghe leggere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A girarlo un gruppo di ragazze e ragazzi parmigiani di 18 anni, studenti della classe 5^ A Discipline dello Spettacolo dell'Istituto d’Arte Paolo Toschi L'inutile fuga necessaria, questo il titolo del documentario, è realizzato all'interno del progetto EDUC (Educazione ai Diritti umani e alla cittadinanza) promosso dalla Provincia di Parma. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Girato con lo stile incalzante di un reportage fatto di interviste e racconti raccolti tra Italia e Olanda, il film mette a confronto due paesi dell'Unione europea su temi che riguardano la vita delle persone. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per scoprire, dalla voce di esperti e uomini delle istituzioni, come all’interno della vecchia Europa si concepiscono e regolano i diritti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto è partito dal tema dei diritti, ma il tentativo di raccontarli ha portato inevitabilmente a bussare alle porte delle istituzioni. Si è scoperto così che qualcosa di apparentemente semplice diventa complicato, che la libertà può avere diversi significati e che controllo non è sempre sinonimo di repressione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche esempio? L’Olanda (ma non solo) tutela le coppie di fatto, o le coppie gay, mentre in Italia l’unica relazione garantita dalla legge è quella matrimoniale etero. In Olanda le droghe leggere sono legali, lì però il controllo si sposta sull’uso dell’alcol (perché l’alcol è causa di morte). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Differenze culturali e sociali che si traducono in differenze nel rapporto tra cittadini e istituzioni e in un diverso modo di vedere i diritti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un’istantanea che fotografa la realtà senza commenti pro o contro, un’esperienza che ha portato i ragazzi del Toschi a conoscere dalla voce di esperti e protagonisti come lo stato possa influire sulla vita concreta delle persone. Per maggiori informazioni sulla scuola vai su&amp;amp;nbsp;[http://toschi.scuole.pr.it http://toschi.scuole.pr.it] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== &amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt; I) La famiglia (prima parte)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;videoflash&amp;gt;3kjw3aOd93Q&amp;lt;/videoflash&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== II) La famiglia (seconda parte)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;videoflash&amp;gt;8lwP9fgTHs8&amp;lt;/videoflash&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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== III) La famiglia (finale)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;videoflash&amp;gt;bKfdFcvMahs&amp;lt;/videoflash&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== IV) La prostituzione (prima parte)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;videoflash&amp;gt;Y0Ye_2DIFis&amp;lt;/videoflash&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
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== V) La prostituzione (finale)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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== VI) Le sostanze (prima parte)  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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== VII) Le sostanze (finale)  ==&lt;br /&gt;
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			<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 17:39:26 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:L%27inutile_fuga_necessaria</comments>		</item>
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			<title>Pagina principale</title>
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			<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 16:56:38 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
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			<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 16:55:18 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussioni_file:Inutilefuganecessaria.png</comments>		</item>
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			<title>Pagina principale</title>
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			<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 16:44:50 GMT</pubDate>			<dc:creator>ClaudioTorrenzieri</dc:creator>			<comments>http://www.amicidialberto.org/index.php?title=Discussione:Pagina_principale</comments>		</item>
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