Venerdì, 10 settembre 2010 - ore 9:58

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Da Amici di Alberto.

IL GIORNO IN CUI LA NOTTE SCESE DUE VOLTE

Dopo il "manifesto di denuncia" degli "amici di Alberto", a due anni dalla tragica vicenda del "28enne agronomo castrocarese" suicidatosi per essere stato "sbattuto in prima pagina", additato come consumatore e spacciatore di droga, un film-documentario che narra la cronaca "nuda e cruda" di una vita spezzata ... (continua)

gli appuntamenti programmati:


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare. Fanfole di Nicola Villa  diritti globali

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... per tenere viva la memoria di Alberto, con la speranza che questa battaglia ci porti a restituirgli la dignità e l'onore che "qualcuno" gli ha tolto...per la libera e giusta informazione...per il diritto alla tutela della persona umana, per la cultura dell'etica e dell'onestà civile, per la libertà e la giustizia sociale .. .per te, Alberto!



La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 2. - Principi fondamentali

Costituzione della Repubblica Italiana

Il catalogo delle libertà


Caro Alberto, spero che la luce che ora ti accompagna sia meno fatua delle nostre e che tu possa illuminare il percorso anche a noi che brancoliamo nel buio, il buio di un’esistenza che ci vogliono relegare a vivere e dalla quale tentiamo di divincolarci.

Ciao Alberto


È uno dei risvolti più nobili del mestiere di chi fa informazione, valutare se una notizia è essenziale per consentire all'opinione pubblica una conoscenza obiettiva dei fatti, o se invece è, oltre che irrilevante, anche lesiva della dignità personale.

Non è buon giornalismo, e comunque non è mai lecito, ledere la dignità delle persone per mero "gossip", utile ad aumentare le vendite o a solleticare forme di "voyerismo".

Francesco Pizzetti - Presidente Autorità Garante


Non è buon giornalismo


alcune pagine non sono ancora complete ... ci scusiamo per il disagio ... è comunque ancora possibile vedere tutto il materiale sul blog