Venerdì, 3 settembre 2010 - ore 18:20

La vicenda di Alberto

Da Amici di Alberto.

alcune brevi riflessioni sulla vicenda di Alberto vista e vissuta dai genitori e dal fratello.

Diego ricorda Alberto

Desidero ringraziare alcune persone, vorrei pronunciare i loro nomi uno ad uno, ma sono 550!

Soprattutto apprezzo chi ha avuto il coraggio di scrivere qualcosa su Alberto, che è un’impresa difficile, io me ne accorgo solo ora che ci ho provato.

Si vorrebbe sempre dire di più, molto di più. (leggi tutto)

La lettera dei genitori di Alberto al Presidente della Repubblica

Illustrissimo sig. Presidente della Repubblica

nostro figlio Alberto, di 28 anni, primo di quattro fratelli, laureato in Agraria e impiegato da due anni presso il Consorzio Agrario di Ravenna come ricercatore scientifico, si è tolto la vita nella notte di domenica tra l’8 e il 9 luglio dello scorso anno.

Aveva con sè i verbali dei Carabinieri di Forlì che lo avevano fermato tre giorni prima, la notte del giovedì, per possesso di una modesta quantità di hascish (54,6 grammi) ed una lettera nella quale ci spiegava il motivo del suo tragico gesto.

Abbiamo appreso ogni circostanza relativa a quei drammatici giorni successivamente, ricostruendo gli avvenimenti dai verbali stessi e dagli articoli di cronaca dei giornali locali, ad uno dei quali, in particolare, l’ultima lettera di Alberto faceva riferimento. (leggi tutto)

cari amici vi scrivo

A tutti gli Amici di Alberto

La storia di Alberto, nostro figlio primogenito di 4 fratelli, è, e sarà, una lezione di vita essendo la sua vicenda inevitabilmente diventata storia comune lasciando una impronta profonda nelle coscienze.. Alberto ha scelto deliberatamente e con profondo dolore di lasciare genitori, fratelli, parenti, amici e affetti perché non ha sopportato la vergogna di essere finito e giudicato un criminale, sulle prime pagine dei giornali locali, dopo aver ricevuto la promessa di silenzio dai carabinieri che lo avevano fermato 3 giorni prima, per detenzione e spaccio di circa 50 grammi di hashish.

Pertanto il mancato rispetto della promessa ricevuta da uomini in divisa e l’attenzione mediatica che ha superato ogni criterio civile e qualunque principio umano, lo hanno fatto sentire un “nulla†davanti a se stesso e agli altri, senza più tutela, comprensione e solidarietà, annientando il suo futuro. Alberto era un ragazzo capace di affrontare e superare le difficoltà che la vita, di volta in volta, gli poneva. Aveva traguardi ambiziosi e umilmente era consapevole dell’impegno che il raggiungimento di essi comporta. Aveva completato la sua formazione scolastica con brillanti risultati, scegliendo il corso di laurea che più gli si confaceva e trovato il suo più ambito e stimolante lavoro, ossia sperimentatore e addetto alla ricerca e sviluppo e ne andava così fiero.

... (leggi tutto)